Adol-essenza-lezione aperta a Chisinau(Moldavia)

LEZIONE A CHISINAU

L’ADOLESCENZA

PREMESSA:

NELLA LEZIONE CONFLUIRANNO SAPERI NON SOLO DALLE SCIENZE SOCIALI (antropologia, filosofia, pedagogia, psicologia, psIcoanalisi) DA SEMPRE UTILIZZATE NEL CORSO DELLA MODERNITA’ PER AFFRONTARE SVILUPPO E PROBLEMATICHE DELL’ETA’  EVOLUTIVA, MA ANCHE SAPERI CHE PROVENGONO DALLE SCIENZE NATURALI ED IN PARTICOLARE DALLE NEUROSCIENZE, CONOSCENZE EMERSE NEL CORSO DI QUESTO INZIO SECOLO XXI, DEFINITO ORMAI IL SECOLO DEL ‘CERVELLO’, NUOVI SAPERI CHE HANNO CONTRIBUITO ATTRAVERSO ‘LE BRAIN IMAGING’  (Tecniche diagnosiche che consentono du vsualizzare l’attività cerebrale) AD EVIDENZIARE PROCESSI CEREBRALI E MENTALI.

DA PIU’ DI UN SECOLO COME CI HA BEN RIVELATO LA PSICOANALISI L’ADOLESCENZA E’ CONSIDERATA L’ETA’  DELLE TEMPESTE ORMONALI, E DELL’EMERGERE DELL’EROS NON SOLO COME LIBIDO (O DESIDERIO) MA COME TRAMA SIMBOLICA E NARRATIVA.

L’ADOLESCENZA E’ CONSIDERATA  DALL’APPROCCIO CONSILIENCE O   CONVERGENTE  DELLE NEUROSCENZE INTERPERSONALI COME  L’ETA’ DELLE GRANDI TRASFORMAZIONI NEURO-PSICO-SOCIALI ED INNANZIUTTO  DELL’INTEGRAZIONE CEREBRALE: EMOZIONALE-COGNITIVA E CORPOREA.

CONSILIENCE IN INGLESE TRADOTTO IN ITALIANO CONVERGENZA                                                Nelle scienze e nella storia, consilience -convergenze di prove o di concordanza di elementi di prova- si riferisce al principio che le prove delle fonti indipendenti non ‘correlate possono convergere a conclusioni comuni e forti. La parola -consilience- fu originariamente coniato con la frase -consilience di induzione di Whilliam Wewell – si riferisce ad un salto insieme della conoscenza -dal latino com -con-silience-salto- come risilienza altra nuova parola ritrovata.

E TALE SINGOLARE ESPERIENZA ADOLESCENZIALE DIVENTERA’ PER CHI SA FARNE TESORO MEMORIA ESISTENZIALE (CASSETTA DEGLI ATTREZZI) NECESSARIA PER FRONTEGGIARE ALTRI MOMENTI DI CRISI E DI PASSAGGI CHE SI PRESENTERANNO NEL CORSO DELLA VITA(UNA FORMAADOL-ESSENZA PER IL NEUROSCIENZIATO INTERPERSONALE D.SIEGEL).

Noi nasciamo due volte: una per esistere e l’altra per vivere’. Il filosofo illuminista ginevrino J.J.Rosseau così ben sintetizza l’adolescenza in una delle sue opere -l’Emilio -come una seconda nascita’.

LA SECONDA NASCITA

L’adolescente con la pubertà perde l’immagine di sè psichica e corporea della fanciulezza, e da questo evento catastrofico inzia il lungo cammino alla scoperta ed invenzione di un sè complesso, integrato ed in divenire altro dalla fanciullezza, pur conservandone a volte i sogni e le visioni.

F.Dolto: ‘la pubertà è ciò che determina il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. E’ una trasformazione del corpo (fisiologica) e dello spirito e dei sentimenti (psicihico), la nostra mente si deve adattare a queste trasformazioni. E questa provoca un grande sconbussolamento’.

Durante l’nfanzia tutto sembra andare in gran parte secondo i nostri piani di adulti, genitori ed insegnanti. I bambini imparano quello che è appropriato e quello che non lo è, quando andare a letto e quando alzarsi la mattina, cosa non toccare e dove non andare. Imparare che la scuola è importante, che bisogna essere educati con chi è più grande e che possono  cercare conforto e protezione e le trovano con certezza presso autorevoli caregivers -educatori-quando sono feriti o sofferenti                                                                                                                                 Frammento tratto dal ‘Cervello degli adolescenti di Frances E. Jensen-Amy Ellis Nutt’ ed. Mondadori 2015

Che cosa accade si chiedono le autrici Frances E. Jensen-Amy Ellis Nutt’ del testo sopra citato quando arrivano i 13  o 15 anni?  Ed ancora ‘come mai il bambino tranquillo, simpatico, educato che avevamo conosciuto per oltre 10 anni all’improvviso diventa uno sconosciuto?

Di  fronte a cambiamenti così radicali è comprensibile lo sconcerto dei genitori e degli educatori, bisogna subito premettere loro, che il bambino che abbiamo conosciuto educato e discipinato non era perfettamente se stesso, e la sua personalità seppur libera di esprimersi che abbiamo favorito come adulti,  non aveva ancora affrontato quel salto genetico ed evolutivo,  neuro-fisiologico e di emergenza dell’eros, che pone qualsiasi adolescente nella condizione di spiccare il volo dal nido genitoriale(familiare) e di vivere pienamente la dimensione  non solo di persona ma anche di specie,  al fine di riprodursi come tale, e sul piano individuale e sociale, di essere se stesso, iniziando un tortuoso cammino esistenziale e di consapevole auto-disciplina, autonomia e realizzazione di sè e con gli altri. In questa fase che oscilla tra caoticità e rigidità, gli adolescenti si trovano smarriti dentro ad un corpo scovolto dalle tempeste neuro-fisiologiche a cui sono sottoposti, ma cercano anche di capire se stessi e di trovare quel filo di Arianna che li permetta di trovare il sentiero che li conduca verso nuove terre e forme di vita propria. In questa fase di transizione il cervello ed il corpo degli adolescenti subiscono ‘una massiccia riorganizzazione e quello che appare a noi come insolito non è a loro totalmente imputabile. E queste strane manifestazioni si possono spiegare ora dal punto di vista neurofisiologico. L’adolesenza è senza dubbio un campo minato’.                                      Frammento tratto dal ‘Cervello degli adolescenti di Frances E. Jensen-Amy Ellis Nutt’ ed. Mondadori 2015

Queste considerazioni sulla sconcertante vita e sulla inquietudine degli adolescenziali non si possono continuare ad attribuire solo alla mitica ‘tempesta ormonale’;  si questa è unA determinante neurofisiologica forte che spinge gli adolescenti al conflitto con gli adulti e a cercare nuove strade e nuove proprie forme di vita , ma questa tempesta continua anche in età post-adolescenziale, però come si può osservare, questa ‘tempesta’  in questa fase post-adolescenziale, diciamo età ‘più matura’, viene gestita in modo più saggio ed equilibrato.                                                                                                                                            Allora, andiamo a vedere il perchè di queste differenti modalità di gestione delle emozioni e degli ormoni. Ora attraverso le nuove ricerche di neurobiologia ineterpersonale, o neuroscienze, si può affermare che quello che determina la reale sofferenza e smarrimento negli adolescenti, e l’incapacità di muoversi ed agire in modo più consapevole ed equilibrato,  è la presenza in loro di una reale sconnessioni tra aree corticali cognitive e aree subcorticali (limbiche-viscenrali) emotive;  sono queste sconessioni che non permettono all’adolescente di giungere ad un pensiero temperato, complesso e globale;  infatti gli adolescenti oltre ad oscillare da poli opposti: di caoticità e rigidità di pensiero ed azione, oscillano anche tra pensieri iper-razionali (visioni ideali o semplificate) ed espressioni iper-emotive(ottimiste o pessimiste ). In questa lunga fase tra pubertà, adolescenza e tardo-adolescenza (tra 13 e 24 anni) si realizza nei fatti, un’importante  intergrazione cerebrale tra aree corticali e sotto-cortiali, cognitive,emotive e corporee, con l’apparire e il costituirsi di fibre nervose che riconnettono le aree fra loro, permettendo così d’instaurarsi a livello dei lobi frontali di un centro di integrazione, che permette al giovane post-adolescente di giungere a formulare pensieri  e sentimenti più complessi, arricchiti di emozioni e sentimenti vissuti, di relative conoscenze ed esperienze, che lo mettono nella condizione di raggiungere attraverso argomentazioni critiche ed emozioni consapevoli, discreti equilibri emozionali e ragionevoli decisioni di vita (matura e consapevole), una ritrovata intelligenza emotiva,direbbe un autore autorevole di ‘intelligenza emotiva’ come D.Goleman. E questa fase è importante per la rielaborazioni di quelle mappe emotive e cognitive presenti fin dalla prima infanzia (3 anni per le neuroscienze e -6 anni per la psicaonalisi freudiana) e via via arrichite nel corso dell’adolescenze  di infomazioni ed emozioni e visioni ed esperienze di vita.          

ADOLESCENZA UNA  SCOPERTA DEL SECOLO SCORSO

L’Adolescenza è anche una scoperta culturalmente recente, anni ’40 del secolo scorso (XX). In inglese il termine per definire questo nuovo soggetto è ‘teenager’,  usato per indicare l’intervallo di tempo di una determinata età evolutiva tra thirtheen (13) e ninetheen(19). Il concetto di adolescenza come periodo dello sviluppo umano esiste da secoli in occidente, tempo che si interpone tra infanzia e maturità (tra 13 e 19 anni , ma questo tempo caratterizzato da precarie condizioni economiche e sociali, tende a dilatarsi in lunga post-adolescenza fino ai 24 anni. L’adolescenza viene annunciata da segni marcati della pubertà. Da un punto di vista linguistico il termine ‘adolescente’ deriva dal verbo latino ‘adolescere’ che significa crescere.  Il termine’ teenager’ apparve per la prima volta in un articolo della rivista ‘Popolar Science’ dell’aprile 1941 negli Stati Uniti. Lo psicologo statunitense Granville Stanley Hall, divenuto in seguito  Presidente dell’American Psycological Association, fu il primo a definire ‘l’adolescenza come un periodo specifico della vita, distinto e qualitativamente diverso dall’infanzia e dall’età matura.

BREVE STORIA DELL’EMERGERE ANTROPOLOGICO DELL’ADOLESCENZA

‘Prima per motivi prevalentemente economici i bambini erano considerati degli ‘adulti in miniatura’ per buona parte del XIX secolo. C’era anche una legislazione sociale o del lavoro (lavoro minorile) che regolava l’attiività lavorativa dei bambini alla fine del XIX secolo. All’inzio del XX secolo i bambini sopra i 10 anni, e spesso anche quelli piccoli, svolgevano qualsiasi lavoro,però con una chiara limitazione,  alla stregua del lavoro delle donne; tali lavori non potevano essere svolti di notte: dalle 10 di sera alle 6 di mattina; e così i bambini e gli adolescenti li trovavi all’opera nei campi, nelle fabbriche, nelle miniere e nella qualità di garzone nelle attività artiginali e anche invisibilmente lavoravano nei campi.  (All’inzio del )Novecento in piena rivoluzione industriale, negli USA, più di 2000 bambini lavoravano come dipendenti accertati), mentre nelle famiglie artigianali e rurali senza essere dichiarati, vi lavoravano un gran numero di essi, quindi significa nei fatti un numero superiore a quello dichiarato e accertato dalle statistiche). Negli anni ’30 , due fattori: la grande depressione economica ( nota come crisi del ’29) , e la nascita dei licei, modificarono l’atteggiamento verso l’infanzia e l’adolescenza e venne ad innagurarsi in questo modo ‘l’era dell’adolescenza’. Dopo il crollo della Borsa di Wall Street, e lo scoppio della crisi economica, i bambini furono i primi (assieme alle donne) a perdere il lavoro. A questo punto l’unico posto che poteva accoglierli era la scuola, ed è per questo che negli anni ’30, per la prima volta nella storia dell’istruzione statunitense, i ragazzi tra i 14 ed i 17 anni, cominciano ad iscriversi ad un’istituto superiore.(Licei). E così a partire dagli anni ’40 del secolo scorso, gli adolescenti statunitensi, non vennero considerati ‘adulti’ finchè non acquisivano un diploma superiore. E solo a seguito di questi nuovi percorsi di educazione ed istruzione che cominciano ad apparire diversi, con proprie passioni, linguaggi e modi di vestire.  Frammento tratto dal ‘Cervello degli adolescenti di Frances E. Jensen-Amy Ellis Nutt’ ed. Mondadori 2015

NUOVA CULTURA TEENAGER

‘Gli Adolescenti finirono per costituire una classe (o uno strato sociale). Uno scrittore USA Thomas Hine disse di loro: ‘i giovani sono diventati teenager perchè non avevano nulla da farli fare’. Lo psicologo statunitense Granville Stanley Hall, fu anche il primo a ipotizzare una connessione biologica tra adolescenza e pubertà, e per loro usa espressioni come ‘duttilità‘ e ‘malleabilità‘ per  caratterizzare questo tempo di evoluzione umana. In questo tempo per lo studioso emerge ‘una personalità e un carattere che cominca a prendere forma propria, ma poi anche precisando che tutto in questo tempo è duttile’.  Granville Stanley Hall sostiene che un’altra caratteristica è ‘ l’autoreferenzialità, l’ambizione, l’esagerazioni e l’eccesso’.  Queste caratteristiche sono riferibili tutte agli adolescenti e pre-adolescenti.(un’anticipazione di quella plasticità del cervello scoperta solo alla fine del secolo scorso).                                                                                               Frammenit  tratti dal ‘Cervello degli adolescenti di Frances E. Jensen-Amy Ellis Nutt’ ed. Mondadori 2015

Dinamiche genetiche,endocrinologiche  e neurofisiologiche nell’adolescenza           

Da sempre si parla di un’età soggetta a tempeste ormonali, a cui si tende ad attribuire le colpe di questa volubilità e ricerca esasperta di esperienze forti nell’adolescenza. Ora le neuroscienze hanno scoperto che gli ormoni sessuati, silenti fin dall’infanzia per ben 10 anni, per  ragioni genetiche ed evolutive, vengono in questo tempo  rilasciati in una percentuale  nell’ordine dell’30 %, Questi  ormoni sessuali -estrogeni e testosterone – vengono riversati nel sistema limbico-viscerale che è il centro emozionale del cervello, aumentando enormemente lo  stato di inquietudine nell’adolescente.  Questa nuova condizione neurofisiologica  origina anche una ricerca esasperata di gratificazione che si manifesta  attraverso la ricerca esasperata di ‘eventi di rischio’ che  provocano l’attivazione di  un neurotrasmettitore, la dopapamina. La dopamina è quella sostanza chimica che media il piacere nel cervello. E’ rilasciata durante le siutazioni piacevoli e stimola a cercare cose piacevoli.

Pubertà come precondizione per l’entrata nell’adolescenza

‘Nella pubertà si innesca una sorta di dominio degli ormoni, un gene che codifica una proteina la Kisspetina dell’ipotalamo, quando questo gene kiss (bacia) i riccettori di un altro gene, induce l’ipofesi a rilasciare il deposito ormonale giacente là dall’infanzia. E queste ondate ormonali fanno crescere ovaie e testicoli.’                                                                                            Frammento tratto dal ‘Cervello degli adolescenti di Frances E. Jensen-Amy Ellis Nutt’ ed. Mondadori 2015

Però per capire più a fondo gli adolescenti, perchè sono impulsivi o annoiati,distratti o sgarbati o inclini all’acting out (all’azione) e vulnerabili alle dipendenze (ricerca di piaceri estremi senza auto-limitazione e sobrietà appagante), bisogna comprendere la spinta alla gratificazione(ricerca di piacere) che sta dietro a questa loro mettersi a rischio, ed è proprio questo eccedenze che ricercano per innescare eccitazioni che vengono indotte dalla dopamina, un neurotrasmettitore che liberato nell’organismo genera questa gratificazione ricercata. La sfida presente nelle pratiche sportive assieme alla scoperta di nuove forme d’espressione e di vita che viene dalle pratiche artistiche come pure lo studio come pratica di conoscenza di sè e del mondo permettono all’adolescente di orientare questo bisogno di gratificazione verso mete più elevate oltre che determinare unasublimazione dell’Eros.

L’EMERGERE DELL’EROS

In questa fase della vita emerge quella pulsionalità della vita, presenza vitale che accompagna  fin dall’infanzia la vita dei bambini,  ben descritta o meglio problematizzata dallo psicanalista S.Freud con le sue diverse fasi di svuluppo ‘psicosessuale’. A diffrenza delle altre fasi, dove l’eros del bambino, per lo psicanalista junghiano A.Carotenuto, si rivolge al corpo della madre confondendosi o confliggendo con essa (seno buono e seno cattivo direbbe un’altra psicoanalista infantile Melanie Klein), o rivolgendosi al proprio rimanendo latente oppure ad altri oggetti transazionali in modo subliminale (oggetti, giochi, maestri-e, coetanei). Ora in questa ‘fase genitale’ l’adolescente cerca un oggetto concreto da investire d’eros con tutta la sua potenza. “l’adolescenza è di certo l’età in cui il tumulto emotivo assume delle caratteristiche segnate dall’immediatezza e dalla spontaneità, dove emergono prepotentemente impulsi e desideri difficilmente controllabili attraverso gli strumenti della ragione. Emerge la necessità di dar voce ed espressione alla realtà interiore dei propri sentimenti, quasi a voler indicare il pressante bisogno di manifestare l’unicità e la particolarità di ciò che l’anima esperisce in determinate circostanze vitali’. Tratto da A.Carotenuto, il tempo delle emozioni, pag. 98-99, Fabbri Editori.

 

TERRA DI MEZZO E LAVORO DI CREAZIONE E CAMBIAMENTO INTERIORE

“Il salto adolescenziale verso la conquista di una propria autonomia e libertà non è esprimibile semplicemente nei termini del passaggio tra l’età infantile e quella adulta, quanto il terreno che sottende tale ‘terra di mezzo’ si nutre di elementi spesso illusori e intangibili, distanti dalla pura contingenza degli eventi. Il raggiungimento di uno status adulto richiede al soggetto un lavoro interiore di creazione e di cambiamento nel tempo, per cui l’adolescente, rinunciando alla sua fanciulezza, non può accogliere passivamente i derivati degli schemi degli adulti proposti dalla famiglia di appartenenza o dall’ethos collettivo.”A.Carotenuto, il tempo delle emozioni, pag.100., Fabbri Editori.

“Ha da trovare in sè e non più negli altri la fonte della propria autonomia e sicurezza, scegliere i valori che ritiene più appropriati invece che seguire con fedeltà una persona adulta al quale si è infeudato.  G. Lutte, 1987, pag.187.

INFANZIA E CONDIZIONI DI DIPENDENZA

“Durante le fasi inziali della vita, l’essere umano esperisce una forte condizione di dipendenza, sia psicologica che fisica, dalle figure esterne di riferimento, le quali provvedono a trasmettergli i valori collettivi -l’ethos- in aderenza a una determinata linea trdizionale.” A.Carotenuto, il tempo delle emozioni, pag.100, Fabbri Editori.

Lettera ad una bambina che sta per nascere dello psichiatra e sociologo Paolo Crepet : ‘…..Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse ad inseguire le emozioni come gli aquiloni fanno con le brezze più impreviste e spudorate; tutte, anche quelle che sanno di dolore. Mi piacerebbe che ti dicessero che la vita comprende la morte. Perchè il dolore non è solo vuota perdita ma affettvità, acquisizione oltre che sottrazione. La morte è un testimone che i migliori di noi lasciano ad altri nella convinzione che se ne possono giovare: così nasce il ricordo, la memoria più bella che è storia della nostra stessa identità. Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a stare da sola, ti salverebbe la vita. Non dovrai rincorrere la mediocrità per riempire i vuoti, nè pietire uno sguardo o un’ora d’amore. Impara a creare la vita dentro la tua vita e a riempirla di fantasia. Adora la tua inquietudine finquè avrai forze e sorrisi, cerca di usarle per contaminare gli altri, soprattutto i più pavidi e vulnerabili. Dona loro il tuo vento intrepido, ascolta il loro silenzio con curiosità, rispetta anche la loro paura eccessiva. Mi piacerebbe che la persona che ti amerà possa amare il tuo congedo come un marinaio che vede la sua vecchia barca allontanarsie galleggiare sapiente lungo la linea d’orrizonte. Ed allora tu porterai quell’amore sempre con te, nascosto nella sua tasca intima. ‘ frammenti tratti da -Non siamo capaci di ascoltarli di P.Crepet, ed. Einaudi pgg. 3-4,

Allogenitorialità e senso dell’attaccamento

I processi di educativi incidono sulla qualità ed apertura della sfera emotiva della persona, dal momento che le primarie relazioni oggettuali tendono a valorizzare la dipendenza dei caregivers o quelle figure affettive che si prendono cura del bambino -o del infante-in primis la madre ma poi il padre o se non ci sono altre figure adulte parentali o vicinali. Queste relazioni oggettuali di dipendenza infantile vengono definite -attaccamento-dallo psioanalista relazionale neo-freudiano Bowlby. Sarà lo stesso psicoanalista a riscontrare  che nelle culture umane, l’allogenitorialità [il prefisso -allo - indica in questo caso - diverso dal -genitore naturale] cioè la presenza di più figure con ruoli genitoriali è una caratteristica non riscontrabile in altre specie viventi.

Rivoluzione culturale e rottura della trasmissione educativa tradizionale

Accade anche si crei una rottura netta di trasmssione come è avvenuto in molti nuclei familiari pos-68 (dopo la rivoluzione culturale del 1968). Si è verificato un rifiuto a trasmettere più che un rifiuto ad ereditare. Gli educatori o caregivers hanno percorso nuove strade di educazione anti-autoritarie, da loro stesse esperite e proposte alle generazioni successive.

SCONTRO CON LA TRADIZIONE AUTORITARIA MA ANCHE CON NUOVE PRATICHE EDUCATIVE ANTI-AUTORITARIE.

Questo è il momento dello scontro del soggetto adolescente con il prestabilito,ovvero con la tradizione cristallizata ma anche verso  nuove forme educative rinventate come nel caso delle figure genitoriali anti-autoritarie post-rivoluzionarie-68-. Scontro aperto o sottotraccia anche verso coloro che fino a quel momento lo hanno soretto, protetto, consolato e affidato, e che ne riconsoce autorevolezza e stima.Lo scontro può avere modalità diverse: estreme o  contrattate o per semplice sottrazione. Comunque questa fase richiede equilibrio,capacità altissima di ascolto e contrattazione, ma anche di saper contenere affettivimente ed energicamente la polarizzazione tra caoticità e rigidità, tra entusiasmo e delusione, tra spinta all’autonomia e ricerca di protezione e consolazione per le delusioni o fallimenti che incontra in questo difficile percorso di indipendenza.

DESIDERIO DI UNA RELAZIONE DI ATTIVA RECIPROCITA’ RICCA DI AUTOREVOLEZZA E E POTENZA EROTICA

‘l’autorevolezza è necessaria a crescere quanto le regole(dal basso s’intende in quella forma di ritrovata reciprocità e potenza di educare alle passioni gioiose e alla auto-regolazione).Di questo un bambino ha un bisogno assoluto, quando non gli vengono impartite le richiede, anche a costo di provocare il genitore (o educatore). Che guaio chi confonde la giusta e sacrosanta neessità di essere autorevoli con l’inutile esercizio dell’autoritarismo!. Non molti anni fa un’intera generazionesi è scontrata con la violenza dei propri genitori. Ne è nata una transizione che ha portato a grandi conquiste di libertà -al divorzio, alla chiusura delle scuole speciali e dei manicomi-. Tuttavia proprio quella generazione, quando si assunta la responsabilità di mettere al mondo dei figli, ha fatalmente confuso la necessità di combattere le nuove forme di autoritarismo con l’obbligo di essere autorevoli. Ne è nata un’immensa confusione di ruoli e relazioni. Le mamme diventavano le migliori amiche delle loro figlie, i padri, piuttosto che assumere una decisione, preferivano essere assenti o dire ‘lascia perdere’. In poco tempo si è passati da genitori maneschi e autoritari ad altri confusi e privi di sicurezze. Caratteristiche che hanno aggravato la fragilità delle nuove generazioni di bambini ed adolescenti.                                                                                                                            [Assenza a volte anche sparizione di un referente adulto capace di creare quel giusto bilanciamento di potenze contrapposte d'amore; la capacità per il caregiver di  accettare la sfida lanciata di lasciar crescere nell'autorevole presenza e per il minore di crescere  non inferiorizzato e capce di vita autonoma e solitudine] [....]. Il passaggio dalle forme di autoritarismo a quello di aurorevolezza misura la crescita di una civiltà pedagogica. [...]Torna alla mente uno straordinario film, ‘l’attimo fuggente’. Che cosa offre quel curioso insegnante di Letteratura Americana ai propri allievi se non un percorso di appartenenza(non identitaria) che si realizza attraverso la comunicazione di una passione, ovvero di una stupefacente capacità seduttiva? [seduzione non affascinazione, direbbe un filosofo francese di vita attiva come Baudrillard; nel sedurre il filosofo indicava un'attiva reciprocità amorosa -un sè -che va incontro ad un altro -sè-,realzzandosi entrambi, mentre nell'affascinare indicava una assimetrica relazione di passività di un polo della relazione, ove uno è soggetto manipolatore di emozioni  e l'atro è oggetto-affascinato e smarrito e manipolato nella sua interiorità]frammenti tratti da -Non siamo capaci di ascoltarli di P.Crepet, ed. Einaudi pgg.37-40,

 

IL CERVELLO UMANO COME REALTA’ COMPLESSA, INFORMATA E PLASTICA  IN DIVENIRE, CHE CRESCE E NON SEMPLICEMENTE MATERIA ORGANICA CHE AUMENTA O DIMINUISCE.

Benchè gli ormoni spiegihino alcune delle cose che accadono nel cervello adolescente, molti altri fattori entrano in campo nell’ecefalo dell’adolescente, che sono la creazione di nuove connessioni cerebrali, che permettono la circolazione di altre sostanze biochimiche che sono i neurotrasmettitori messaggeri del cervello. In questa fase della vita si ha una crescita di nuove connessioni che modificano, potano, riorganizzano la miriadi di connesioni prodotte nel corso dell’nfanzia attraverso l’esplorazione in ogni direzione pensabile ed immaginabile dal bambino. Nei fatti si creano una maggiore capacità di relazione ed integrazione fra sfera emotiva, corticale e neurovegetativa, con proliferazione di nuove fibbre o corde invisibili che permettono all’acrobata adolescente di muoversi con una certa sicurezza nel vuoto, nello spazio e nel tempo e nel rischio dell’esistenza. E questa nuova interdipendenza neurale genera maggiore capacità di autocontrollo dell’area dei lobi frontali -sede dell’integrazione -area predisposta alla auoregolazione, alla riflessione, alla decisione, all’azione o all’attesa di un’azione, o ad una sua inibizione.

Secondo molti neuro-scienziati il cervello umano, è l’oggetto più complesso dell’universo. Il cervello di un neonato non è un piccolo cervello adulto, e il suo sviluppo, diversamente da quello degli altri organi del corpo umano, non è soggetto ad un mero processo di ingrandimento. L’encefalo umano cambia man mano che cresce, attraversando lunghi stadi  di sviluppo per giungere ad una certa autonomia d’esistenza, questo a diversità delle altre specie di animali mammiferi che appena che i picoli vengono partoriti, sono più o meno in grado di soppravvivere nel mondo, senza quella lunga protezione che noi destiniamo agli infanti umani. Protezione invece necessaria agli infanti, i quali usano  gli anni dell’infanzia e la protezione delle comunità familiari e sociali, per poi finalmente dopo la pubertà e negli anni dell’adolescenza, attivarsi ed attrezzarsi per compiere quel salto, a volte mortale, verso l’indipendenza. Infatti questa fase dell’evoluzione è la fase in cui gli adolescenti incorrono in gravi incidenti a volte anche fatali.

 Ma che cosa è?                                                                                                                                  E che cosa può diventare ancora il cervello adolescente?

Fra tutti gli organi del corpo umano, il suo encefalo è la struttura più incompleta alla nascita, e rappresenta il 40% di quello che diventerà nell’età adulta. L’encefalo umano a differenza di tutti gli altri organi non tende solo ad aumentare o diminuire, ma possiede una particolare caratteristica che è quella di crescere non solo nelle sue dimensioni ma in tutte le sue connessioni interne che mutano velocemente durante lo sviluppo adolescenziale ma anche lentamente in tutte le altri fasi della vita.(ed anche esterne ambientali relazionali). La dimensione della testa aumenta soprattutto dalla nascita ai sette anni, l’aumento più rilevante l’abbiamo nel primo anno di vita, dopo i sette anni è la massa interna, l’encefalo a ridefinirsi nelle sue molteplici connessioni tra miliardi di cellule nervose.(Questa è anche l’età in cui i bambini e le bambine si manifestano in quanto in-consapevoli poeti,e questi primi versi sono l’incipit di una poetica e di una fare poetico e simbolico che caratterizza l’umano nel suo divenire sapiens).

LA FUNZIONE DELL’ADOLESCENZA NELLA BIOLOGIA INTERPERSONALE                                                                                                            (la biologia interpersonale applica un approccio consilience o convergente, vale dire che fa confluire nella ricerca scientifica, provre indipendenti di altri saperi sociali ed artistici.)

‘Negli ultimi anni grazie alle immagini del cervello (brain imagine) attuato con speciali tecniche, sono state compiute scoperte sorprendenti riguardo ai cambiamenti che avvengono nella struttura (configurazione neurale) cerebrale durante l’adolescenza. L’interpretazione di questi studi delinea un quadro molto diverso dalle vecchie concenzioni del cervello adolescente basata su ‘ormoni impoazziti’. Visione diffusa nei media ma non del tutto corretta. Ci sono anche gli ormoni ma quello che incide fortemente sullo stravolgimento adolescenziale è una certa disorganizzazione del – Centro del Controllo- principale del cervello ossia la -Corteccia prefrontale-, situata nella parte anteriore del lobo frontale, la quale non è ancora completamente sviluppata (e questo sviluppo significativo averrà proprio  se avverrà nell’adolescenza). Questo completamento avviene solo nella tarda adolescenza (20-24 anni). E questa -immaturità-della corteccia prefrontale spiega il comportamento immaturo degli adolescenti. E questo spiega anche perchè in molti paesi per noleggiare un auto bisogna avere 25 anni. …I cambiamenti che avvengono durante l’adolescenza non devono essere considerati come esperienza cui sopravvivere e di lasciarsi alle spalle il più presto possibile; da questi cambiamenti, infatti, emergono qualità di cui abbiamo bisogno per vivere una vita piena e ricca di senso anche da adulti.’  Brano tratto Daniel J. Siegel, la mente adolescente, ed.Cortina,pg.47.scongiura passi che in fretta.

‘…invece fuori dal coro dei disperati caregivers ed esprimendosi con un’opinione molto divergente sarà  il neuroscienziato interpersonale Daniel Siegel: ‘è per noi umani l’occasione per compiere passi importanti per valorizzare ‘l’essenza dell’adolescenza’.

‘L’ADOL-ESSENZA’ CI DOVREBBE ACCOMPAGNARE ED ORIENTARE PER TUTTA LA VITA, SECONDO LE VALUTAZIONE DI UNO STIMATO SCIENZIATO QUAL’E'  D.SIEGEL, PORTANDO CON SE’ MATURO LE SEGUENTI CARATTERISICHE:

1 – INTENSITA’ DELLE EMOZIONI

2 – IL COINVOLGIMENTO SOCIALE

3 – LA RICERCA DI INNOVAZIONI

4 – L’ESPLORAZIONE CREATIVA

Tutti aspetti fondamentali, affermativi e irrinunciabili dell’essere adolescenti e da tenere viva e coltivare per tutta la vita, certo con la sobrietà che sopraggiunge nel tempo maturo.

“l’Adolescenza non è solo una stagione della vita, ma una modalità ricorsiva della psiche ove i tratti dell’incertezza, l’ansia per il futuro, l’irruzione delle istanze pulsionali, il bisogno rassicurante e insieme di libertà,  si danno convegno per celebrare,in una stagione, tutte le possibili espressioni in cui può cadenzarsi la vita” tratto da Galimberti, Garzantina, 1994)

L’adolescenza diventa una stagione della vita di somma importanza, cui non si deve semplicemente sopravvivere, ma la cui essenza o tratto d’esistemza, va tenuta viva per tutta la vita.

Di fronte a queste sfide che l’adolescenza pone in primo luogo all’adolescente e poi a tutti i caregivers(coloro che se ne prendono cura), considerando che la crescita irruenta comporta stress per entrambi,i caregivers devono porsi in una posizione non d’indifferenza nè di contrapposizione violenta, ma di ricettività, ascolto e a volte contenimento energico-affettivo, verso il faticoso lavoro di integrazione in atto  tra le differenti aree cerebrali disconnesse dell’adolescente, cioè tra sistema autonomo vegetativo(simpatico e para-simpatico), sistema limbico-viscerale(emozionale) e sistema corticale(cognitivo) oltre agli altri compresenti da sintonizzare(endocrino ed immuntiario).

Se allora il nostro cervello è ‘un lavoro in corso’ per tutta la vita, allora ‘il lavoro’ d’intergrazione fra le aree cerebrali non è solo un processo neurofisiologico ma anche un lavoro dell’inconscio, la scoperta della propria dimensione profonda -il Sè globale- e la ridefinzione permanente della nostra identità. L’essenz-adolescenza a parere del neuroscienziato interpersonale D. Siegel arrichisce il nostro viaggio esistenziale aiutandoci a vivere ogni dimensione della vita in modo aperto ed in divenire.

Il pensiero polarizzato e disconnesso degli adolescenti si manifesta alternando a pensieri iper-razionali istanze  iper-emozionali, i primi mostrano loro solo i lati positivi della realtà, celandone i  rischi, ma nei fatti li aiutano a rischiare e a prendere il volo verso proprie mete, i secondi  pur esponedoli a probabili delusioni, li espongono al coivolgimento sociale, all’influsso dei coetanei, all’innamoramento, all’intensificazione delle emozioni e della vivacità emotiva.

In questa fase si assiste anche ad uno smarrimento dell’adolescente accompagnato da chiari segnali di presa di distanza dalla famiglia, ad una contrapposizione conflittuale ed un apparente immotivato disconoscimento della genitorialità, con richiesta pressante di indipendenza ed autonomia, seguita  da una vorticosa ricerca di graificazione dopaminica delle reti neuronali. 

Per le neuroscienze queste tempeste familiari comportano anche vantaggi genetici per la specie umana, vale dire che l’allontanamento evita l’endogamia, cioè relazioni tra consanguinei, che avrebbero conseguenze negative sulla specie e sul patrimonio genetico. Queste lacerazioni endogamiche(familiari) e ricerche di relazioni esogamiche(extrafamiliari)comporta, invece,  un buon  adattamento alla realtà con il  passare delle generazioni, ed anche alla creazione di legami sociali extra-tribali  nel corso della storia greca antica che ha favorito  all’apparire del Demos e dell’autogoverno dei cittadini-polites.. Rapporti trasversali che hanno  sostiutito i legami consangunei e tribali pre-polis, e che sono un antidoto moderno ai legami endogamici clientelari e affaristici-mafiosi che sono oggi all’origine della corruzione  e del declino della democrazia rappresentativa e della politica.

PERDERSI IN UN BOSCO O NEL NULLA…

Espressione cinese che si avvicia al nostro concetto filosofico niciano di ‘nulla’. Essendo una condizione esistenziale -il perdersi- richiede un’attività di ricerca ed azione incessante per ritrovarsi e risignificare la vita; ed in questo tempi incerti ed inquieti  offrire ai caregivers, cioè coloro che si prendono cura dei minori, di affiancarli in questo incerto cammino e provare a fidarsi di loro e lasciarli così crescere e autorevolmente contenere-sostenere-amare energicamente(con la potenza gioiosa dell’eros e non con il risentimento e tristezza del thanatos).

Del resto anche il poeta e maestro Dante così si esprimeva  come incipit del primo canto dell’inferno della  Divina Commedia -’nel mezzo del cammin di nostra vita mi perdei in una selva oscura, chè  la dritta via era smarrita. Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel cuor rinnova la paura!

 Anche se sappiamo dal suo Convivio che trattasi dell’arco di vita tra i trenta ed i quaranta, ma esprime bene la condizione contemporanea dell’adolescenza e giovinezza che si trascina poi nell’incertezza saggia tutta la vita.

espandere nella solitudine la sua riflessività

I mutamenti determinanti a livello cerebrale ed inconscio originano nuove potenzialità,   relazioni diverse ed un’immaginazione attiva molto diffrente  da quelle visioni dell’infanzia che rimanevano  su un piano passivo e  fantastico. Un adolescente già a partire dallo sviluppo del proprio corpo coglie pur nello smarrimento, i profondi cambiamenti che attraversa a livello fisico ormonale, sessuale e cerebrale. I Mutamenti nelle emozioni che seguono a quelli neuro-fisiologici, rivoluzionano il modo di sentire e sentrici, che lo porta  a volte a pensare che la vita è complicata, a volte di sentirsi confuso e fuori controllo, a volte malinconico ma anche a espandere nella solitudine la sua riflessività.

La funzione individuale e sociale dell’adolescenza

‘Inoltre invece di considerare lo sviluppo cerebrale che avviene durante l’adolescenza semplicemente come proesso di maturazione che cosente di superare modi di pensare ormai inadeguati e innefficienti e compiere il passaggio alla maturità adulta, è di fatto molto più corretto,e anche più utile, considerare questa tappa dello sviluppo come un componente necessaria e cruciale della crescita individuale e della vita collettiva’-Brano tratto Daniel J. Siegel, la mente adolescente, ed.Cortina,pg.47.

L’Adolescenza non è semplicemente una fase da lasciarsi alle spalle velocemente un periodo seppur tumultoso, sgarbato e inquieto, ma un periodo della vita da valorizzare in modo adeguato.

Questo messaggio nuovo delle neuroscienze indica che:’i cambiamenti che avvengono nel cervello dell’adolescente non vanno considerati in modo semplicistico sulla base del modello -maturità/immaturità, ma vanno visti come mutamenti evolutivi di fondamentale importanza che consentono l’emergere di nuove abilità. Abilità determinatni per il singolo e per la specie.’Brano tratto Daniel J. Siegel, la mente adolescente, ed.Cortina,pg.47.

Soprattuto come dicevamo come riserva di saperi, potenzialità ed entusiasmi per i periodi di crisi e passaggi epocali, come capacità di superamento e disposizione alla rimodellazione della nostra mente sempre predisposta ad accoglierli per la plasiticità cerebrale appresa che ci caraterizza come sapiens.

l’adolescenza non va considerata, ripetita iuuvant, come una fase complicata della vita da tener duro, come genitori, parenti o educatori….tanto prima o dopo passerà….e si spera passi rapidamente.

EFFETTI DEI PROCESSI D’INTEGRAZIONE E CONNESSIONE TRA AREE CEREBRALI DIVERSE

La crescita di fibre nervose rendono via via possibile all’acrobata adolescente di camminare sul filo teso della vita tra uno scoglio razionale ed uno emotivo, a garantirgli auto-controllo  cognitivo e diminuita  impulsività emotiva. A cui fanno seguito un’aumentato spazio di riflessione, che lo pone nella condizione d’attesa riflessiva,  di fermarsi così a prendere in esame  percorsi alternativi rispetto all’impulso iniziale.  Questa nuova acquisita intelligenza emotiva, affina in lui un pensiero globale, ed un’intelligenza emotiva empatica che lo porta ad affidarsi all’intuizione nei momenti d’incertezza.

CERCARE ALTRE VIE  AFFERMATIVE ALL’INGENUA  RICERCA DI GRATIFICAZIONE NELL’ADOLESCENZA

Questa età di transizione tra infanzia ed adolescenza da sempre è soggetta al rischio e alla mortalità, infatti in questa fase molti sono gli adolescenti che perdono la vita o la mettono a rischio nelle dipendenze, sempre per quel loro ingenuo sguardo polarizzato e ricerca di gratificazione immediate.(droghe pesanti, tatuaggi, alcool, gioco d’azardo(gambling), corse con le auto, sesso estremo ecc.)

E’ proprio in questa stagione evolutiva che viene ad organizzarsi un sistema di valori in funzione del quale l’adolescente progetterà il suo inserimento nel mondo sociale degli adulti. La sfida, la potenza e la velocità implicano rischio per gli adolescenti che le ricercano e che le attivano.

Nei Teenager è presente il desiderio di brivido, un desiderio che non può essere soggetto a banali critiche moraliste sempre rosvesciate dai ‘maturi’ sulla  ‘presunta immaturità‘ dei più giovani’, ma affrontate salvandone il brivido e la  vis polemica, affiancandoli  in queste nuove sfide di civiltà (culturali, sportive, ricerca e  attività).  E’ lo stesso invito che lo psicanalista Hilmann fa ai pacifisti, di abbandonare quell’atteggiamento di una certa  pace mortificata,  senza eros e senza energia, e di mettere in relazione Venere con Marte, non come fa la guerra assoggettando la tenerezza dell’amore all’aggressività cinica e violenta belligerante della guerra(alla marzialità mortale), ma attivandosi per una pace non pacificata di fronte alle ingiustizie,  come si fa nelle rivoluzioni, portando passioni, energia vitale (Eros) e amore (Venere )alla disobbedienza civile-marzialità vitale quest’ultima, ammantata di tenerezza e di amore per la difesa della società e dell’umanità.

Rapporti sostenibili tra adolescenti e caregivers(persone che si prendono cura)

Il rapporto tra adolescenti e caregivers è sempre problematica,  ma questa relazione stressante e assimetrica è una grande occasione per entrambi di andare oltre quell’identità che ci abita, per aprirsi ad un’identità più vasta che comprende anche il divenire altro, accogliente ed empatico.  Seguendo l’etimologia delle parole a volte possono emergere intuitivamente percorsi di comprensione di quanto andiamo cercando. Vediamo ora  ‘adolescente e autorità‘ che hanno delle implicazioni linguistiche non sempre oppressive. Adolescente deriva dal verbo latino -’adolescere’ che signifca ‘crescere’, ed invece ‘auorità‘ deriva da un altro verbo latino ‘augere’ -che significa ‘lasciar crescere’. Dopo queste rivelazioni etimologiche non c’è bisogno di ulteriori spiegazioni. Il potere o l’autorità se vuole essere autorevole non può che -lasciar crescere -e questo lasciar crescere -non può essere concepito come indifferenza ‘lasciar fare’ ma come reciprocità d’affetto ed energia, che sa accompagnare e contenere affettivamente,’seguendone le inclinazioni’ come del resto recita la legge.

Risonanza, sintonizzazione ed emptaia

Non chiedo alla persona ferita come stia[...]io stesso divento la persona ferita.       Walter Whitman, poeta statunitense.

Quando si partecipa appassionatamente ad un evento o ad una relazione si entra in piena risonanza con la situazione o con i soggetti con cui ci si relaziona. Queste reazioni di risonanza si è soperto ora che sono attivate dai neuroni  a specchio, neuroni che diplicano simultaneamente il movimento ed il sentire dell’altro.  Sono un esempio della nostra ormai innata interconnessione neuronale ed interpersonale, attraverso una comunicazione riflessa dai neuroni a spechio che poi verrà processata ed elaborata in tempo reale dalle nostre menti riflessive. Tali connessioni comunicano e quindi permettono scambi di informazioni ed energia potenzialmente significativi, che possono accrescere la coesione sociale e condivisione intensificando immedesimazioni individuali  o identificazioni di gruppo. La risonanza è uno dei fattori presenti nell’apprendimento imitativo della lingua e dell’agire umano e nell’organizzare la memoria procedurale (memoria operativa,disponibilità di informazioni accantonate  da elaborarare e processare). Nella diade terapeuta-paziente si è osservato che i terapeuti inconsciamente rispecchiano le espressioni non verbali e le posture dei loro pazienti,così avvine anche nella relazione tra bambino e caregivers.  Oltre ai momenti senso-motori , i sistemi neurali sembrano implicati con la nostra capacità di sintonizzarci con gli stati emozionali degli altri. Ci forniscono anche un modello viscerale-emotivo (empatia) di ciò che l’altro sta provando pemettendoci di conoscerlo non solo all’esterno ma anche all’interno. E questa risonanza affettiva tra bambino e caregivers permetterà anche lo sviluppo della sua  intelligenza emotiva. Nel caso contrario avremmo la crescita di adolescenti e poi adulti innaffettivi.

“Nel costruire e modellare il cervello del figlio, la madre (e i caregivers) fa affidamento s’intende sempre incosciamente alla risonanza fisica ed emotiva per mantenere il coinvolgimento con lui, e farsi nello stesso tempo un’idea dello stato interno del figlio. La risonanza è correlata alla relazione di attaccamento. La relazione si realizza solo se il caregivers vede, sente, protegge e conforta il bambino, e tanto più alta sarà in questo caso la risonanza tra i due. Le madri con attaccamento sicuro si adeguano allo stato d’animo del figlio.  Le madri con attaccamento distanziato non si adeguano.  Tratto da Bowlby, l’analista relazionale e la psicologia oggettuale

I SENTIMENTI SI APPRENDONO PERCHE’ NON SONO INNATI MA APPRESI

I sentimenti s’apprendono anch’essi come sostiene un altro psiconalista U. Galimberti, perchè un bambino non nasce con iscritto nel suo genoma  l’etica delle sue passioni o emozioni. Ogni bambino nasce come in uno stato di analfabetismo emotivo,  e solo poi attraverso una adeguata cura affettiva e culturale, i bambini possono giungere alla formazione di mappe emotive e cognitive adeguate  a comprendere così la logica delle emozioni;  mappe che si  formano nella primissima infanzia, entro i tre anni per le neuroscienze e in sei anni per Freud; mappe aggiornate ed appropriate in pogress che orientano i minori nel modo di sentire il mondo e  a  sviluppare una  dimensione emotiva sentimentale, che lo mettono nella condizione di saper rispettare ed accogliere gli altri. Se non vengono acquisite  delle mappe appropriate, il bambino rimane a livello di impulso o al massimo di gesto o di superficialità emozionale; il passo successivo sarà  il passaggio  dalle emozioni al sentimento, che incorpora così  anche dimensione cognitiva. Mappe inadeguate condurebbero invece allo smarrimento e all’assenza di una adeguata risonanza emotiva, privando il bambino prima della capcità di saper distinguere il bene dal male, e nell’adolescente poi a non saper cogliere   la differenza che c’è tra corteggare una ragazza e struprarla o tra parlare male di un professore e prenderlo a calci. Lo stato di impulsività si manifesterà  al massimo come emozione prima, come gesto o postura o mimica facciale; ma mai si giungerà  ad una risonanza emotiva che indica una risposta adeguata in sintonia con una evoluzione emotiva e sentimentale, che è anche il prodotto di un’attività culturale che la famiglia,la scuola e la società nel suo insieme reale o vituale aiutano a formare o a disinformare, ad educare o diseducare.

MAPPE CULTURALI DINAMICHE

Queste mappe culturali introiettate nell’infanzia mirano a plasmare la personalità dell’infante secondo le aspettative che l’esterno – caregivers-ritiene adeguate e necessarie da raggiungere, le quali si sostanziano di visioni stereotipate dirette a stabilire la liceiità o meno delle manifestazioni emotive, che però verranno aggiornate e modificate profondamente in età adolescenziale ma poi anche in età adulta, cercando di restituire autentiità a esse in base a vissuti e riflessioni postume dei medesimi.

LE MAPPE SENSORIALI  ED EMOZIONALI PERDUTE

‘Ho chiesto ad alcuni bambini di una scuola elementare di una borgata romana di disegnare a colori una mucca. Pochissimi hanno saputo riprodurre le forme e ancora meno sono stati in grado di colorarne correttamente il manto: un paio di loro erano addirittura convinti che il pelo fosse di color viola, proprio come quellodell’unica vacca vista in vita loro, apparsa nello spot pubblicitario di una famosa marca di cioccolato.Senon sono molti i bambini che sanno come è fatta, ancora meno sono quelli che conoscono l’odore di una vacca o che hanno idea delle sensazioni che à accarezzarle il pelo. Questo non è solo un loro problema: in realtà il nostro quotidiano è sempre più impoverito da punto di vista sensoriale. L’ambiente dove passiamo la maggior parte del nostro tmpo è limitato e limitante, raramente l’uso dei sensi veicola sensazioni emotivamente coinvolgenti. In parte è l’effetto inevitabile del progresso: lalotta per la sopravvivenza della specie umana non richiede più l’uso strategico delle nostre capacità sensoriali. Le abilità si misurano piuttosto sul nostor talento cognitivo: intelligenza, memoria, capacità predittiva o adattiva, reattività. In questo modo ci illudiamo di comunicare megio, mentre in realtà lo facciamo solo più velocemente e in maniera sueprficiale. Non solo i riti delle relazioni affettive maanche il gioco della complicità amorosa rischia di essere sempre più appiatito da una rapidità di fruizione che schiaccia inesorabilmente una più completa e diversificata assimilazione attraverso i sensi: la seduzione rischia di trasformarsi in un fast food insapore. L’affettività degli adolescenti si è profondamente trasformata.Alcuni di loro descrivono il desiderio sessuale come una necessità fisiologica da soddisfare nel più breve tempo possibile e con il minor coinvolgimento emotivo e sensoriale: come estrarre una Coca Cola dal frigo e berla d’un fiato senza nemmeno sentierne il sapore. Noi adulti abbiamo trasformato i giovani, come direbbe Ingmar Bergman, in ‘analfabeti delle emozioni’ deprivati di sensi dei sensi come piccoli autistici (o narcisisti) .C’è dunque da chiedersi come possiamo rinvetarci una pedagogia in grado dedurre la capacità di sentire le emozioni, di farsi coinvolgere nelle passioni senza temerle come fossero un terreno infido e pericoloso’ ?  L’alfabettizzazione delle emoioni non può  che partire dalla piena riacquisizione di tutti i nostri sens; la famiglia, la scuola e la  società devono aiutare il bambino -e poi l’adolescente- a prendere possesso di questa sua enorme potenzialità, troppo spesso inibita e rimossa. I bambini passano molto del loro tempo libero guardando la televisone o videocasette -e ora you tube o internet – strumenti comunicativi in grado, nel migliore dei casi, di sviluppare due dei cinque sensi: la vista e secondariamente l’udito. Il video non si tocca, non si odora e non si gusta. ‘ frammenti tratti da -Non siamo capaci di ascoltarli di P.Crepet, ed. Einaudi pgg.27-29

 

L’INVOLUCRO CULTURALE STEREOTIPATO DELL’INFANZIA RIAGGIORNATO CON LA  SAGGEZZA DELL’INCERTEZZA NELL’ETA’ ADULTA

Nel riprendere il sentiero e poi perdersi con loro e ritrovarsi insieme nei nostri ruoli ed identità mutate

L’involucro culturale, infatti, provede a rinchiudere l’individuo entro delle coordinte omologanti o statiche, con l’intento di garantirsi l’organizzazione interna equilibrata e al tempo stesso rassicurante, involucro che verrà messo a soqquadro nell’adolescenza e rielaborato sapientamente nel corso della vita, nella saggezza dell’incertezza.

Adol-essenza: lezione aperta realizzata dal dott. prof.Giuseppe(Pino) de March a Chisinau(Moldavia), all’interno di un seminario europeo di scambi di buone pratiche educative tra operatori, educatori ricercatori dell’Emilia-Romagna e dei Centri comunitari giovanili comunali di Chisinau -promosso dall’Onlus  Costruttori -IBO-Ferrara -ITALIA -con la super-visione del dott.  Dimitris Agiropoulos ricercatore persso Uni-bologna della Facoltà di scienza della Formazione  di pedagogia delle margialità, emergenze e dell’integrazione.

Giusepppe(Pino) de March, docente in riposo di psicologia della comunicazione e della relazione ed ora attivo,critico e liberato ricercatore di neuroscienze interpersonali e di relazioni umane e sociali.

 

About pinodemarch

poetic_art_attivist* Utente: versitudine Nome: associazione poetic-art-attivist* ed eco-sofica versitudine tutti i nostri testi sono soggetti a Creative Commons: a rel="license" href="http://creativecommons.org/ licenses/by-nc-nd/2.5/it/">Creative Commons License Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. contatti: e-mail: versitudine@gmail.com la nostra filosofia di vita attiva e poetica è una penombra come aurora “nell’ora dell’albeggiare, tragica e aurorale, che l’ora della notte cominciano a mostrare il loro senso e le figure incerte cominciano a svelarsi alla luce l’ora della luce nella quale s’associano il passato ed il futuro” maria zambrano; noi pensiamo ed agiamo come singolarità filosofiche poetiche per la costituzione della Comune come spazio d'affermazione dei molti e delle molteplicità singolarità come afferamzioni di mondi vita comune ed in comune ci incontriamo tutti i giovedì dalla 19-22, all-xm24 via fioravanti 24-bologna, per aperitivo biologico e discussione sull'attualità tutti gli appassionati e tutti coloro che si vogliono impegnare sul piano ecosofico, poetico, artistico ed esistenzialista, sono invitati a partecipare Viventi testualità: Pino/accordatore filosofico-poetico/poeta e filosofo di strada;
This entry was posted in Notizie. Bookmark the permalink.

Leave a Reply