SAGRA DI PRIMAVERA E FESTA DI LIBERAZIONE

Festa della Liberazione – Sagra della Primavera

Domenica 24 aprile 2016

Dalle ore 14 alle ore 19

Zona ortiva di via Erbosa 17 – Bolognina

Liberi interventi con musiche, poesia e prosa, balli e canti

Promotore Pino De March, Versitudine

Ognuno porti qualcosa da bere o da mangiare, da cantare o da dire, da ballare o da suonare

 SAGRA  DI PRIMAVERA                              

SAGRA derivazione dal latino SACRUM  inteso non nel senso di sacro religioso come sacrificio, ma come festa o giorno di gioia vissuta in comune nella natura. Meglio festa alla natura nel nostro caso alla Primavera, per ricordarci in questi giorni di germogliare di vita, di affermazione di vita, di potenza in atto,  la nostra comune origine dalla Terra,  come tutti gli altri esseri viventi non umani.

“Vieni qua, vieni qua, Fedro. Ascolta. Voglio farti un discorso che sembra un testamento. Ma ricordati, io non mi faccio illusioni su di te: io so, io so bene, che tu non hai, e non voi averlo, un cuore libero, e non puoi essere sincero: ma anche se sei un morto, io ti parlerò.

Difendi i paletti di gelso, di ontano, in nome degli Dei, greci o cinesi. Muori d’amore per le vigne. Per i fichi negli orti. I ceppi, gli stecchi.

Per il capo tosato dei tuoi compagni. Difendi i campi tra il paese e la campagna, con le loro pannocchie abbandonate. Difendi il prato tra l’ultima casa del paese e la roggia. I casali assomigliano a Chiese: godi di questa idea, tienila nel cuore. La confidenza col sole e con la pioggia,                                                                                                                                   tratto da ‘la mia gioventù’  di P.P.Pasolini

 

FESTA  DI LIBERAZIONE     

Alla terra liberata ritrovata amata                                                             SI  ALLA MATRIA TERRA come luogo delle madri lingue-culture dove ci sente a casa propria ovunque, terra aperta alle/delle genti

No ALLA PATRIA TERRITORIO  come luogo dei padri limitata-chiusa all’appartenenza ad una gens che ne esclude delle altre.                                                                                                                                   

La Repubblica è dentro, nel corpo della madre.                                                          ‘ lo sai, è sapienza sacra. Difendi, conserva, prega!

I padri hanno cercato e tornato a cercar  di qua e di là, nascendo, morendo, cambiando: ma son tutte cose del passato. Oggi: difendere, conservare, pregare.

Taci! Che la tua camicia non sia  nera, e neanche bruna. Taci! che sia una camicia grigia. La camicia del sonno. Odia quelli che vogliono svegliarsi, e dimenticarsi delle Pasque.’

Tratto da la ‘mia gioventù’ di P.P.Pasolini

Musiche

le sacre du printemps  da Vivaldi a Stravinkij                        

                        

Poesia e Prosa

Francesco Lamanna, Serenella Gatti, Gianfranco Corona,  Loredana Magazzeni, Tito Truglia, Claudia Zironi, Anna Zoli, Graziella Poluzzi,Elio Perrone,  Cira Santoro, Valeria Rossi, Marcella Colacci, Carlotta Grillini altri ed altre se ne aggiungeranno …

balli e canti

 

Canti salvatore Panu, musicista

Laura Privitera,musicista

 

Canti sociali: di festa, di  lotta, liberazione e d’amore

 

Progetto della libera comune università bolognina.

Pino de March-Salvatore Panu- Marinella africano

 

ALLA MATRIA TERRA LIBERATA RITROVATA AMATA

Tratti dell’intervista di Angela Mayr sul ‘il Manifesto’  del 20 Aprile 2016 all’ex capogruppo dei Verdi Alexander Van der Bellen dato per favorito al primo turno alle presidenziali austriache del 24 aprile 2016, in sfida con il partito xenofobo populista FPOE –FREIHEITLICHE PARTEI OESTERREICHS –PARTITO  DELLA LIBERTA’ DELL’AUSTRIA .

BIOGRAFIA

ALEXANDER VAN DER BELLEN

Nato a Wien e cresciuto in Tirol da genitori fuggiti dall’Estonia.  E’ stato dal 1997 al 2008 portavoce nazionale dei Verdi Austria. Ora ha 72 anni ex Professore di economia politica all’Università di Wien e di Innsbruck. Stile ironico e riflessivo e decisamente non populista, percepito come diverso e non assimilabile ‘all’odiata casta dei politici’.

NON ESISTE UN’EMERGENZA PROFUGHI, E’ LA DESTRA POPULISTA A CREARLA.

A.MAYR                                                                                                                                                                                           Per la prima volta in una campagna elettorale lei ha usato il concetto di HEIMAT, patria, luogo di casa, distinto da VATERLAND, termine normalmente utilizzato dalla FPOE. Su quali contenuti si fonda e si distingue il suo HEIMAT  da quello  di VATERLAND propagato dalla destra ?

ALEXANDER VAN DER BELLEN                                                                                                                                                                               Io sono figlio di rifugiati, e l’Austria mi ha regalato una patria(HEIMAT). Patria(HEIMAT) è  per me qualcosa dove mi posso sentire bene, a mio agio, dove sono accettato, dove nel corso del tempo trovi lavoro, forse fai anche carriera. Patria dev’essere qualcosa di aperto (HEIMAT) e non limitata a gente (come appartenenza) che èqui magari da trecento anni come piacerebbe alla FPOE (VATERLAND).

Se pensiamo ad un’equivalente di HEIMAT  penso ad una nostra equivalente MATRIA che noi riferiamo alla lingua o alla terra che ci ospita o terra natale. MATRIA anche in opposizione alla Patrie o alle piccole patrie, realtà ambigue, mistificante e per abitudine acritica o subita,cinicamente militarista ed istituzionalmente burocratica o tecnocratica non civica o sociale, che ama essere coinvolta in tutte le operazioni di guerre esterne-neocoloniali o interne-sicuritarie , a tutela di un mortificante ordine mondiale o locale capitalistico, indifferente a natura o umanità, distruttivo di terra o di relazioni umane; e quando manifesta ‘umanità’ lo fa in modo peloso o di tanto in tanto come coi migranti nelle acque del Mediterraneo o alle frontiere verso nord lasciando ‘andare’ senza accogliere. Patria generosa nel delegare  agli altri l’accoglienza con la Libia ieri e la Turchia oggi (con le deportazioni dalla Grecia alla Turchia I profughi di Lesbo e con forti incentivi finanziari per trattenerli alle frontiere d’Europa) o nel condurre guerre petrolifere nel resto del mondo con gli eufemistici  contingenti ‘di pace’ o ‘democratiche  ed umanitarie’ .

MATRIA, una parola ed una rete di concetti e simboli inusuali nella nostra lingua madre italiana, quasi cacofonica  tanto è la sua originalità, ma presente in altre lingue minori o espressioni popolari e filosofiche.

JULIA KRISTEVA , filosofa, femminista e psicoanalista

Identifica questo termine ‘matria’

come ‘un altro spazio’ rispetto alla consueta legittimazione territoriale di qualche Stato,

‘un altro spazio’ come luogo interiore(non solo simbolico ma materialmente condiviso e vissuto a contatto con i Corpi e i Corpi della Terra )  nel quale creare una ‘parte propria ’(non separata dal ‘tutto vivente’ed umano).

Il termine ‘matria’è stato utilizzato di consueto  da popoli indigeni (o nativi) come i Mapuches  o Aymaros per indicare ‘lo spazio di vita’o ‘la terra che li ha generati, ospitati o nutriti’ o come ‘madre terra o pachama’.

 

 

 

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