Simposio di primavera 2024


“il manicomio non è una struttura,il manicomio è un criterio” (Giorgio Antonucci)

Il Simposio è auto-organizzato da Comunimappe – Libera Comune Università Pluriversità Bolognina in cooperazione culturale e sociale con Centro di Relazione Umane(Bo), il Circolo anarchico ‘Camillo Berneri’ (Bo) ed il Centro Sociale della Pace

Per informazioni sul simposio: www.comunimappe.org

Per comunicazione diretta con accordator*: Pino de March e Francesca V.:comunimappe@gmail.com

PER APPROFONDIMENTI: www.comunimappe.org

ANTICIPO UNA TESTIMONIANZA SOFFERTA IN FORMA POETICA

Stitico … il dottore, io dentro

(TSO anno 2015)

Voci strane/pensieri strampalati/nudità scalze/borbottii./

Ventate di isolamento/in un ospedale psichiatrico./

Portano via/portano dentro/brandelli/

di vita scoperchiati/da mille e mille passi/

lenti, compresi, incompresi, sedati/io bipolare/ sconnessa sulle alpi./

Mute le siepi, contornano/mentre il sole e la terra/

si tengono a distanza/per non bruciarsi/

non bruciare gli ultimi/rintocchi, sedati, dal tempo/viaggiano proni/al cospetto dell’insipienza/

voluta, temuta, addolorata./

E la scrittrice alla ricerca dell’editore/vivo, non virtuale/mangia solo grissini/l’editore l’ha mandata in psichiatria./

La porta si apre,/si chiude,/sbarrata, nessuno può entrare/ne uscire./

La porta è blu, colore della calma,/sbammm,/ sbarra lucida, graffiata, di ferro/non si passa./

Chiusi dentro,/un carrello dei pasti/entra ed esce/

la sera urla, silenzio,/sono muta, chiusa fra me, non piango,/ma due, solo due lacrime sono scese./

Non mi sento, chiamo ore e ore al telefono,/non sono qua./

Voglio un cuore vicino al mio./Sono chiusa in favole,/ecco la fata, i fagetti, gnomi, le lucciole al cellulare/principi in cristalli di carta./

Solitaria osservo,/la mia penna vicina/

il taccuino troppo piccolo ma c’è, lo vedo, lo sento, lo voglio, mi vuole./

E’ quasi al termine/questo lasso di tempo/

dentro tutti i giorni urla sterili/fuori bianche lenzuola/ancora cibi insapori./

Questo tempo senza tempo/eppure ingordo di finire./

Gli amici li penserò vicinissimi,/Grazia, Matteo, Cinzia./E’ quasi al termine questo lasso di tempo

da matta./Ormai sdentata mi ridicolizzo/

oramai rugosa e tonda/e senza via, senza vento/

eppur lo penso il via col vento./

Favella il riccio bello e mi amo./

Qualcuno andrà ai Colli,/qualcun’altra a Villa Baruzziana, lì son peggio,/isolamento campagnolo lunare/in barella, io spero con le mie gambe di tornare a casa./

Rotolano pastiglie con le implorazioni/piccole, grandi scatole/piccoli bicchierini/qualcuno cade dal letto, femore rotto,/qualcuno ciabattando va, due minuti in tv,/la signora cerca la sua stanza, non la trova, non la trova … /

Un infermiere urla al paziente pazzo,/

il paziente pazzo urla all’infermiere/poi tutto tace/

la macchina del caffè scalpita, solo deca, solo deca,/ spiccioli, vuole spiccioli,/avete spiccioli ?/Venti, dieci, sessanta centesimi, scalpita la vigliacca … /

Fumo, fumiamo tutti, anche qualche infermiere/

a giorni le cicche tutte per terra/lo straniero pulisce./

Anni fa non pulivano neanche i bagni/e c’è stato un morto,/ mi racconta Matteo./

La porta sbatte :/sbammm/

ora di visite, un po d’umanità/il ragazza vede la mamma ed a tavolino con lei si calma./

Dov’è la mia mamma, oh amica mia almeno tu ci sei !/I parenti sono neri, gli amici no./

Quanti errori con tanti, tante anime !/

Arriva anche una tossicodipendente/

il paradosso è avere anche una paziente medico/e ciccio bello rock ? Provate a immaginarlo./

Una signora guarda in basso, la lingua a penzoloni/sporca assente una larva./

Dopo qualche giorno ha la forza di guardarti negli occhi./ Azzurri !/Ha l’aria ancora buona, sì/

si percepisce il mare/perché, fondamentalmente qui eravamo tutti buoni./

Poi Carolina, Anna Rosa, Angela solo storie nere di uomini neri, più neri./Medici scaltri, sfuggono./

Il peso della diversità./Gli errori della natura./

Mi ripete il medico,/- Sono stitico ma se le ho detto che mercoledì andrà a casa sicuramente sarà così,/ le ripeto sono stitico ma … /

A me pare il ghigno di un luminare… /

B ò ! Mercoledì sono uscita.

Marcella Colaci


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